
Taglio Netto
Taglio Netto
La genitorialità è un dono prezioso, un percorso bellissimo che dà la possibilità di donare tutto l’amore che possediamo ad un nuovo essere, un piccolo noi. Ma come ogni percorso, come ogni scelta di vita richiede profondo impegno, costanza, disponibilità e pazienza.
Non tutti sanno riconoscere questo impegno e dargli la giusta importanza, perché non tutti sono stati cresciuti col giusto esempio e non tutti hanno deciso di prendere atto di questo limite e far qualcosa per migliorarsi.
I figli di questi genitori iniziano fin da subito ad assumersi responsabilità non adatte alla loro età: si occupano della casa, dei fratelli minori, cercano di risolvere i conflitti genitoriali come se la loro presenza fosse l’unica cosa utile e necessaria per stabilire un equilibrio nell’ambiente familiare. Questi figli non riescono a godersi la spensieratezza e l’ingenuità dell’infanzia, o a dedicarsi ai doveri e gli hobby del periodo adolescenziale.
E crescendo si distaccano emotivamente da tutto, qualsiasi problema personale viene considerato futile perché quello che si vive in casa è troppo grande e viene sempre al primo posto.

E’ fondamentale a questo punto rendersi conto di quando viene superato il limite, perché la responsabilità che si sente nei confronti dei propri genitori e nei confronti del loro benessere sta superando l’importanza che si da al proprio benessere.
Per quanto l’idea di togliersi di dosso questa responsabilità faccia paura e porti con sé il senso di colpa di “dover abbandonare” i propri genitori, in queste circostanze dare un taglio netto è fondamentale per rinascere, per vivere in quanto soggetti autonomi e non in quanto genitori dei propri genitori.
Non dimentichiamoci mai che essere genitori è una scelta, e che si può essere dei bravi genitori soltanto se questa scelta viene presa con la giusta consapevolezza, per evitare che in futuro i propri figli possano rivivere ciò che in ogni momento della propria crescita si è stati costretti a subire.
Ma soprattutto, ricordiamoci che a volte essere dei bravi figli significa saper porre dei limiti che permettano ai propri genitori di comportarsi da adulti in quanto tali, e che ci lascino la libertà di respirare e dedicarci, finalmente, a noi. Perché il nostro Io è più importante di ogni altra cosa.
Martina Cacucciolo
Tirocinante in psicologia presso lo Studio Burdi Università di Foggia

Lasciar Andare
Lasciar Andare
Lasciare andare è un atto difficile ed è una scelta liberatoria.
È dire di no alle emozioni negative, è togliersi le zavorre di dosso per percorrere la propria strada più liberi e sereni.
L’unica rivalsa con il sé stesso di allora, che non c’è la faceva, è riconoscere la voglia di non voler più adattarsi ad una situazione malsana e il voler smettere di mangiare bocconi amari. È dire di no al costante rifiuto ed è riconoscere il dolore e voler smettere di vivere con questa sofferenza prolungata che prosciuga l’anima.
Lasciar andare per vivere la nuova persona che si è diventati e fare nuove esperienze per scoprire parti di sé che chiedono solo di essere rivelate e vissute.

Davanti ad un muro, in un angolo, la realtà è che noi non ci incontriamo più.
Lasciar andare è un gesto d’amore verso sé stessi e l’altro.
Ti auguro di realizzarti nella vita e di brillare di luce propria, con il cuore cosciente dei propri tesori per esprimerli al meglio.
Va, vivi e diventa la persona solo unica come sei tu, con il tuo proprio arcobaleno.
Eva Blasi
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L’ indipendenza
L’ INDIPENDENZA
è individualità o relazione ?
Quando pensiamo alla parola “indipendenza” la prima cosa che ci viene in mente è la capacità di saper stare da soli, di saper bastare a noi stessi.
Siamo portati, di conseguenza, a pensare che l’indipendenza significhi stare da soli, allontanarsi da tutto e tutti, facendo valere la nostra caparbietà e determinazione.
Probabilmente, per alcuni, vuol dire essere in grado di allontanarsi e tagliare i ponti con chi, in passato, ha messo in discussione la nostra forza di saper stare da soli rendendoci dipendenti emotivamente.
Anche se, di primo impatto, può sembrare un ragionamento corretto, in realtà non lo è. Perché non è questo il giusto percorso da seguire ?
Perché la vera indipendenza è il saper bastare a se stessi, facendo valere il proprio pensiero, senza condizionamenti esterni, non evitando questi ultimi. Significa far valere il nostro numero uno rispetto a chi rappresenta il nostro numero due.

Come potremmo mai mettere alla prova la nostra capacità di farlo valere allontanandoci dalle persone che più ce lo mettono in discussione? Che tipo di prova daremmo a noi stessi se non ci confrontassimo con gli altri? La verità è che chi evita di mettersi in gioco, allontanandosi, è il vero “dipendente”. Teme che interagendo con l’esterno possano venir fuori le sue debolezze, le sue fragilità, la sua ricerca di sicurezza in qualcun altro che non sia lui.
Mostrarsi agli altri facendo valere la propria personalità è una palestra mentale e più la si allena, minore è la paura di aver bisogno di qualcuno che compensi le nostre insicurezze.
Quindi, quello che più temiamo all’inizio di un percorso verso l’indipendenza, è in realtà la nostra possibilità di rivalsa.
Eleonora Tegliai
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