
Piangiamo perché siamo tristi o siamo tristi perché piangiamo
William James, iniziatore del Funzionalismo come metodo di approccio alla materia psicologica- si contrappone allo Sperimentalismo di TItchner- sviluppa, alla fine dell’ 800 , una teoria sulle emozioni.
La questione è a mio parere molto interessante e vi invito a riflettere sulla “possibilità che sí o possibilità che no”- a voler citare il filosofo Kierkegaard.
James, profondamente convinto della stretta connessione mente-corpo, ci spiega come fa l’uomo a provare emozioni: non sono altro che risposte fisiologiche a mutamenti fisici; tecnicamente, lo stimolo esterno (che puó essere un pizzico, una carezza, uno sguardo, un film, e cosí via) viene percepito dal nostro corpo.
Ora, cosa fa scaturire in noi una reazione, che chiamiamo emoZione? NON LO STIMOLO IN SÈ, NON L’AVVENIMENTO FELICE O SPIACEVOLE, sostiene James, ma la PRESA DI COSCIENZA da parte dell’organismo di un cambiamento a livello fisico. Ma questo cosa significa?
Significa che NON PIANGIAMO PERCHÈ SIAMO TRISTI, MA SIAMO TRISTI PERCHÈ PIANGIAMO!
Cosa ne pensate ?
Cristiana Burdi
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