
SE STESSI ATTRAVERSO LO SPECCHIO
Quante volte ci siamo fermati davanti ad uno specchio senza davvero incontrare chi siamo? Spesso lo usiamo come specchio pratico: osserviamo i capelli in ordine, il trucco, l’abbigliamento.
Ma lo specchio potrebbe essere anche uno strumento terapeutico, un luogo dove guardarsi con onestà, porsi domande che arrivano dritte al cuore. Guardarsi allo specchio non é né narcisismo né vanità, ma é concedersi un breve spazio per ascoltare le risposte a tutte quelle domande che circolano nella nostra testa e che soffochiamo con fretta e auto-giudizio.
Proviamo a fermarci davanti allo specchio e a porci alcune domande: Ti ami davvero? Sei felice? Credi in te stesso/ ne sei orgogliosa? Il giudizio dei tuoi genitori quanto condiziona il tuo stato d’animo? Cosa genera ansia e quando compare quella sensazione?
Cosa ti provoca rabbia? Queste sono solo alcune delle domande che potremmo porci, a seconda di come ci sentiamo, di cosa viviamo. Non abbiamo fretta, possiamo prenderci tutto il tempo necessario.
A volte la prima risposta è logica; la seconda è quella che, in alcuni casi, forse, avevamo paura a dire ad alta voce. Specchiarsi può far emergere insicurezze, fragilità, cicatrici emotive; affrontiamoli senza condannarle. Non giudicarti, respira, osservati, parlati.
Gaia Mustazza
Tirocinante di Psicologia, Università di Foggia
presso lo Studio Burdi
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