
La felicità è di chi sa e sa cogliere il cuore delle cose
LA SERENITÀ È SAPER DIR
BASTA AI SENSI DI COLPA,
è di chi sa, e sa cogliere il “cuore” delle cose.
Ognuno fa e da quello che può. Bisogna accettare se stessi e gli altri, i propri confini i propri limiti conoscibili, per ciò che si è e ciò che si riesce a dare.
La key word per la serenità è saper ACCETTARE. Basta recriminazioni , perfezionismi, obblighi.
Si può essere felici del nulla, del noi, vivere del qui ed ora con progetti propri, senza aspettative, gioendo per la strada che si percorre e non per la meta da raggiungere.
La vita va vissuta nel suo percorso, guardando attentamente e godendo la strada, la meta è arrivismo, sorpasso, competizione, rincorsa verso le aspettative, anticipazioni delle frustrazioni, la percorribilità della strada può essere la felicità stessa. Sottolineare il costruttivo del passato, non lascia rancori e lo recupera nel presente.
La felicità è fatta di un abbraccio rasserenante, di un sorriso, di un dialogo profondo, che tu da solo comunque sai fare.
La felicità è di chi sa cogliere il cuore delle cose, legge tra le sillabe, in una qualsiasi ruga, nella curva di un sorriso o nella lacrima delusa, o in chi spontaneo esplode la sua risata con gratuite sensazioni.
La felicità è fatta di idiozie, gag, risate e dialoghi con estranei al mercato o all’ ateneo, di battute che rendono fratelli, uomini sconosciuti, dai negozi ai marciapiedi, alle piazze.
La felicità è fatta, se negli attimi ci sei dentro, non se ne resti fuori se vivi solo di ricordi o di rancori, di rabbie, o di odii.
Chi è residente nel passato si tormenta il presente, prepara il futuro per la guerra, e ogni pessimo ricordo protratto o prorogato mette radici a disturbi, incattivisce, insatanisce, mentre il presente ansima ed aspetta cambiamenti sul monito del passato.
Non resta quasi mai il ricordo di ciò che si è detto o fatto, ma restano sempre le sensazioni profonde date e ricevute, ed esse sono per sempre.
L’ eterno è nelle sensazioni, la vita è nella presenza nel presente, se vuoi che lasci tracce e continue scie indelebili eterne di serenità.
giorgio burdi
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